MADRID MI HA FREGATA

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Mi sono trasferita a Madrid e non mi ci sarei mai trasferita se non ci avessi trovato lavoro dentro.
Con tutte le città dove sarei voluta andare, dove pensavo di trovare fermento e arte, Madrid proprio non mi veniva in mente.
Madrid mi ha sorpresa, per questo sono indispettita.
Madrid mi ha fregata.
Qui i vecchi parlano come se avessero uno Spinone che abbaia dentro la loro gola, e i ragazzi quando si presentano, ti baciano.
Qui c’è un particolare cattivo gusto nel vestirsi che causa una libertà di espressione che nel mio paese non si è mai vista.
Qui si fa amicizia anche con le piante grasse dei vicini e il cielo è come se stessi sempre in mezzo all’Oceano Atlantico.
Madrid mi ha dilatato i pori della mente chiedendomi solo 1,50 per entrare nella metro.
Madrid mi ha offerto del vino dentro delle tazzine che in Italia si usano per spegnere le sigarette.
Mentre mangiavo jamon ho deciso di diventare vegetariana e mentre imparavo a parlare spagnolo mi sono resa conto di quanto sia ben educato l’italiano.
Qui ho fatto la fila più breve della mia vita, in un ufficio pubblico e sono andata in overdose da Mimo di strada.
Con le salite sulle quali è stata costruita la città ho guadagnato un sedere da brasiliana e con il liquore alle Erbe di Ibiza che si beve qui ho preso delle sbronze che racconterò ai miei figli.
Madrid ha qualcosa che non so raccontare a chi deve venirmi a trovare da fuori.
Anche per questo sono indispettita.
Così, vado in giro per le strade di Madrid da un po’ di tempo,seriamente indispettita cercando un pretesto per essere insoddisfatta anche qui.
Frugo nei cassonetti e trovo delle cose meravigliose.
Apro la cartina della metro e in meno di 7 secondi ho di fianco almeno 3 persone vogliose di aiutarmi fino a sudare dentro le loro magliette.
Sono stufa di tutto questo benessere.
Sono italiana, cazzo.
Datemi un po’ di disservizi per i quali lamentarmi, subito.
Datemi una coda kilometrica alle poste, fatemi pagare una birra 12 euro.
Fatemi picchiare da uno di Zagarolo per un parcheggio conteso e regalatemi almeno 1 ora dentro la metropolitana di Roma Termini a luglio, senza aria condizionata, sotto l’ascella di una tedesca agonizzante.
Date una buona occasione al mio malcontento esistenziale.
Ne ho bisogno.
Qui non ho più scuse.
Aiuto.

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