FAVOLA DI BRAMBAMBULO

Brambambulo. La favola che in pochi capiranno.

Favola della Buonanotte per bimbi in pigiama e genitori incazzati.

C’era una volta un bambino molto speciale di nome Brambambulo.

Brambambulo sembrava un bimbo come tutti gli altri: aveva anche lui una mamma, la Signora Proia, una signora che lavorava molto, specialmente di notte.

Brambambulo aveva anche un papà, il Signor Mornuto che passava le sue giornate davanti al computer a sorridere e stiracchiarsi.

Brambambulo non capiva mai perché il papà Mornuto sorrideva sempre, gli sembrava un sorriso così finto.

Aveva anche una maestra, la Signorina Spaccacrazzi, una giovane maestra che secondo tutti parlava un po’ troppo.

Brambambulo quindi, apparentemente un bambino normale, era in realtà speciale per il semplice fatto che non aveva amici.

Infatti era l’ultimo bambino onesto rimasto sul pianeta terra e così tutti gli altri lo prendevano in giro.

A volte i bambini sono un po’ delle teste di razzo perché giocano a fare i cattivi con i più buoni: Brambambulo era unico, gli altri invece si vestivano tutti uguali e volevano tutti gli stessi giocattoli.

Ma soprattutto il nostro piccolo amico non riusciva a dire le bugie, era allergico.

Se provava a dire una cosa non vera, subito iniziavano a prudergli le mani e doveva subito grattarsele contro qualcosa di molto resistente per sentirsi meglio.

Alcune volte, quando gli capitava di iniziare a raccontare una bugia a mamma Proia, iniziavano a prudergli le mani talmente forte che il povero era costretto a correre verso il muro del giardino dove crescevano i cactus per grattarcisi sopra e il muro era proprio quello che confinava sul piccolo bosco dei vicini: i Signori Nortacci.

I Signori Nortacci erano antipatici e non volevano che bambini e cani si avvicinassero al loro piccolo bosco e calpestassero i fiori e le 100 piante tropicali, che loro compravano a caro prezzo ogni mese, su un giornale che si chiamava Gardenia.

Così, tutte le volte che a Brambambulo scappava una bugia e correva a grattarsi le mani sui cactus o contro il muretto di tufo, uscivano i Signori Nortacci e gridavano contro di lui “Vattene, levati dai poglioni, Brambambulo!”

Brambambulo aveva capito che dire le bugie gli faceva male, in tutti i sensi.

Che era come fare una scorpacciata di ciliegie se il dottore ti ha detto che non puoi mangiarle perché sennò vai all’ospedale.

Non dire bugie quindi non gli costava fatica, anzi.

Invece soffriva molto per non avere neanche un amico.

Così un giorno andò dalla maestra Spaccacrazzi e gli domandò “Signorina Spaccacrazzi, come si fa ad avere un amico? ”

La maestra ripose “Brambambulo, perché dici queste spronzate? è facile trovare un amico! basta andare al mercato degli amici, nel paese di Spugnetto”.

Allora il bimbo si mise subito in cammino.

Destinazione: Paese di Spugnetto.

Spugnetto era un paese poco lontano dalla città dove viveva Brambambulo.

Il nostro amico passò da casa per prendere i suoi risparmi e saltò nel boschetto dei signori Nortacci per far prima, pestando la Primula Equatoriale, appena sbocciata.

Poi s’incamminò soddisfatto e giunse dopo un’ora di camminata da spaccarsi il dulo, al Cancello di Spugnetto.

I cancelli del paese di Spugnetto erano alti alti e pieni di punte di ferro luccicanti nell’aria.

A guardia delle porte del paese di Spugnetto c’era un cane barboncino senza denti, con la maglietta di un famoso gruppo di musica, i Pink Floyd.

Il Barboncino sdentato, come vide Brambambulo gli domandò “Cofa fai qfui fafazzo?”.

Il povero Brambambulo non capiva bene le parole del barboncino, perché senza denti si mangiava tutte le parole.

Comunque prima che il barboncino senza denti si arrabbiasse del tutto, Brambambulo domandò subito dove fosse il mercato degli amici e disse che era venuto al paese di Spugnetto per comprarne uno.

Il Barboncino sdentato si grattò la pancia con le zampine, e insieme alla pancia grattò anche la faccia del chitarrista dei Pink Floyd.

Poi disse : “tfi fafò paffafe sofo se fisponfi a una fomanfa, a un indofinello”.

Brambambulo pur di poter comprare un amico ormai capiva anche il linguaggio del Barboncino sdentato e acconsentì a indovinare qualsiasi cosa gli avesse chiesto.

Chiese allora il Barboncino “Cofa fa fima con fazzo?”

Subito Brambambulo rispose più forte che poteva “Mazzo, Mazzo!”

“Fene fafazzo! fuoi enfrafe!”

Brambambulo capì cosa il barboncino sdentato voleva dire solo quando si aprirono i cancelli di Spugnetto, allora di corsa entrò e vide un piccolo cartello di legno dove c’era scritto MERCATO DEGLI AMICI.

Allora Brambambulo prese il sentiero che indicava il cartello e giunse, dopo aver attraversato una stradina al vero MERCATO DEGLI AMICI del paese di Spugnetto.

Subito entrò nel mercato: era pieno pieno di bambini che sceglievano gli amici e contrattavano coi signori delle bancarelle.

Sugli scaffali c’erano tanti bambini con dei cartelli con tutte le loro qualità e i loro difetti.

Sulle manine di ogni bambino-amico in vendita, c’era una piccola etichetta con il prezzo, che però Brambambulo non riusciva a leggere perché erano etichette molto piccole, come le manine dei bambini-amici in vendita.

Ad un certo punto Brambambulo vide un bambino, poco più grande di lui con un vestitino blu e gli occhiali rossi con le lenti di specchio.

Brambambulo non sapeva perché ma sentiva dentro di sé che quello era il suo nuovo, primo amico.

Corse più vicino verso lo scaffale della bancarella, per leggere le qualità e i difetti del bambino:

“Nome del bambino-amico: BOGLIONE TEDIOSO.

Qualità: bravissimo in matematica, disegno, suona pianoforte, fa le puzzette che non puzzano e colleziona matite”

Brambambulo sorrise soddisfatto, era sempre più convinto che fosse lui il suo nuovo, primo amico.

“Difetti del bambino-amico BOGLIONE TEDIOSO: fa i capricci prima di andare a dormire, odia le verdure, mastica i giocattoli degli amichetti, dice qualche parolaccia”

Brambambulo esultò: E’ lui! Il mio nuovo primo amico!

Ma doveva sapere quanto costava il suo nuovo primo amico..

Brambambulo non sapeva che quella era la famosa bancarella di PREGNA e associati.

Una bancarella di bambini amici e signori amici e anche fidanzati, molto famosa e rinomata.

Aveva anche il negozio in centro e faceva delle confezioni regalo incredibili, se qualcuno comprava un amico da regalare.

L’amico scelto veniva incartato dentro una bellissima scatola di cartone rigido colorato, con una pellicola trasparente all’altezza del musetto, per mostrarlo bene.

Brambambulo corse alla cassa della bancarella e chiese al signore Addetto “Quanto costa Boglione Tedioso? vorrei comprarlo.”

Il signor Addetto guardò Brambambulo con affetto e tenerezza e gli rispose “Caro bambino, quello che hai scelto è il miglior bambino amico che abbiamo in negozio.

Ama studiare ed è molto giudizioso, apprende in fretta e fa le puzzette che non puzzano e molte altre cose che sono scritte sull’etichetta, non l’ hai vista Birbante?!

Allora vediamo un po’, fammi vedere nel computer…si…eccolo! Allora Amico Bambino Boglione Tedioso costa: il tuo giocattolo preferito, metà delle cose buone che ti prepara la Mamma per colazione e poi…vediamo…..ah! dovrà scegliere lui per primo i regali di Babbo Natale ogni anno e potrà scartare comunque tutti i tuoi regali sotto l’albero.

Infine 25 centesimi per la confezione.”

Brambambulo rimase a bocca aperta “Porta Pubbana” pensò.

Desiderava moltissimo avere un amico con il quale giocare, parlare, correre, studiare e fare uno spuntino, ma non era disposto a dividere tutte queste cose belle con un altro bambino.

I suoi regali di Natale scartati da un altro bambino, le merende della mamma e il suo nuovissimo monopattino, il suo gioco preferito!! I 25 centesimi, aveva controllato, c’erano nel borsello che aveva rubato a papà Mornuto e restavano anche dei soldini per due gelati, uno per lui e uno per il Boglione.

Però la voglia di avere un amico, piano piano diminuiva e Brambambulo aveva paura di perdere le sue cose preferite.

Così, mentre le manine iniziavano a prudergli perché nel suo cuore nasceva il desiderio di dire una bugia, perché si vergognava a dire che non era abbastanza generoso per avere un amico, Brambambulo si scusò con il Signor Addetto e disse

“Mi dispiace ma non lo voglio più, grazie, arrivederci”.

E da Spugnetto ripartì verso il suo paese.

Brambambulo era triste ma mai come Boglione Tedioso, che nel frattempo, veniva riposto nel magazzino dall’Addetto, dopo aver sfiorato l’acquisto.

Brambambulo pensava che aveva tutte le sue belle cose ma non aveva ancora un amico.

Pensieroso tornò a casa e passò attraverso il boschetto dei vicini, i signori Nortacci, che stavano giusto annaffiando la Primula equatoriale, cercando di farla rinvenire.

Vedendo il bimbo pensieroso passare nel loro prezioso orto di papaveri nordici e pestare tutti i pistilli appena nati, urlarono insieme “Vattene, levati dai poglioni, Brambambulo!”.

E lui si sentì molto solo e si pentì di non aver comprato Boglione Tedioso, insieme al quale sarebbe potuto scappare al di là del muretto ridendo.

Ma la vita è così per i bambini taccagni, figli di Proia.

 

A proposito di genitori incazzati, si veda anche :

http://prospettivanevskij.myblog.it/media/00/00/3997605426.pdf

FAI STA CAZZO DI NANNA, l'opera che tutti i genitori devono avere.

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