IL LIBRO NERO: SI FA PRESTO A DIRE EVENTO 1

The Black Book

Identifichiamo innanzitutto il producer di Eventi.

Fisicamente gli addetti al settore pianificazione eventi deludono al primo sguardo.

Il loro fisico a certi livelli, è compromesso dalle responsabilità e dallo sforzo giornaliero molto variabile.

Si passa da momenti in cui si temperano matite e ci si imbottisce di facebook a momenti in cui si dimenticano le proprie funzioni vitali in nome di 4 produzioni da avviare e 3 gare da presentare.

Si oscilla tra mansioni di bassa manovalanza e il vestito buono (da infilarsi in 2 minuti e 40 secondi per la cena di gala nel bagno della suite tra uno scatolone e un banner, stile Superman ma più sudato)  per essere splendenti e pronti per la notte di folli pubbliche relazioni, mentre tieni d’occhio che il palco non crolli e il dj non si ubriachi.

L’Evento è uno show dove o va bene la prima o hai perso.

E tu, responsabile di progetto, hai un solo giorno e una sola notte per far innamorare o per far cagare al tuo nuovo cliente.

Questo è il motivo principale di tante ansie collaterali, oltre a quella legata al terrore che tutto vada bene e che non ti sia perso un pezzo dei 20.000 dettagli da curare.

In agenzia però l’organizzatore di eventi, se è autentico e sincero con se stesso, si lascia andare e non rinuncia alla sua uniforme: abbigliamento idoneo per resistere 23 ore, operativo e possibilmente equilibrato.

E poi c’è la gavetta.

Per poter avere il lusso e il diritto a lavorare per 23 ore al giorno ( con retribuzione massima intorno ai 2500 euro e una tonnellata di responsabilità già citate, il vero producer inizia con un’ intensa carriera poco confortevole come Assistente o hostess/steward da evento.

Dovrebbe essere obbligatoria l’esperienza di almeno 3 anni come assistente negli angoli più torbidi del mestiere, per potersi sentire davvero uno che ci capisce qualcosa.

E’ nel microcosmo delle hostess che l’aspirante Organizzatore di eventi realizza che il suo lavoro sarà abbracciare un pendolo che oscilla tra l’esclusività e il degrado.

Una settimana al servizio di un cardiochirurgo australiano in un resort polinesiano e la settimana successiva inseguendo orde di marescialli baresi in licenza, sguinzagliati dal commissario a Mykonos per un bel (bello per loro) viaggio premio.

In produzione eventi ci si abitua a fare tutto e il contrario di tutto.

Come Assistenti di evento, e poi come producer, avrete modo di incontrare gente che non avreste mai potuto o voluto incontrare.

Se questa professione dovesse scegliervi avrete il privilegio di fare un’ indagine sociale che molti studiosi non avranno occasione di fare mai: incontrerete gente rispettabile che al contatto con la parola “GRATIS” o “OFFERTO DA TERZI”, torna ad uno stato primordiale e selvaggio di sopravvivenza.

Scoprirete che tutto quello che si dice dei politici è vero e lo scoprirete quando, preparando una convention con il denaro pubblico, vi verrà richiesta una sala con 4 maxi-schermi  e catering 5 stelle, per far vedere la partita agli altri ministri, mentre uno di loro parla.

Vi divertirete massacrandovi e vi massacrerete divertendovi.

Massacro e divertimento fisici e intellettuali.

E non sarete ripagati con denaro ma con soddisfazioni.

Un direttore generale di una nota agenzia, una volta mi disse “con gli eventi non si diventa ricchi”.

Lui però lo era.

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