ELOGIO AL MERAVIGLIOSO MONDO DEI CAMIONISTI

http://www.repubblica.it/motori/motori/2011/10/06/foto/camionisti_e_le_somiglianze_con_i_loro_camion-22737517/
http://www.repubblica.it/motori/motori/2011/10/06/foto/camionisti_e_le_somiglianze_con_i_loro_camion-22737517/
http://www.repubblica.it/motori/motori/2011/10/06/foto/camionisti_e_le_somiglianze_con_i_loro_camion-22737517/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Solo viaggiando in autostrada in determinati orari hai la possibilità di apprezzare, anzi gustare, il meraviglioso mondo dei Camionisti.
Un mondo affascinante, più di quanto la povera gentucola che associa questo mestiere alla scritta al led e alle madonnine sul cruscotto, possa pensare.
Un mondo vario, più di quanto la povera gentucola che associa questo mestiere al calendario con la donna nuda e alla canottiera macchiata, possa pensare.
Il mondo dei camionisti è affascinante perché è il mondo della categoria che viaggia on the road più di tutte, altro che Jack Kerouac.
Il mondo dei camionisti è vario perché ognuno di loro ha la sua ben definita personalità in base alla provenienza geografica, al materiale che trasporta e alla marca della motrice che guida.
Ad esempio, quelli che guidano una motrice con sopra scritto MAN, anche se forse un po’ esagerati, mi fanno simpatia.
Inoltre la cosa che mi fa più desiderare di cambiare mestiere e di diventare una camionista, oltre al fatto che ci sono poche donne e quindi le possibilità di avere concorrenza (che invece nel mio settore è spietata) si riducono drasticamente, riguarda il fatto che i camionisti comunicano tra di loro da anni, tutti i giorni e in maniera informale e senza conoscersi.
Come siamo miseri a pensare di essere pionieri del social network se già da millenni i camionisti hanno comunicato con la banda cittadina, col baracchino per capirci.
I camionisti col baracchino sono stati i veri conquistatori del social network e finiamola con Mark Zuckerberg.
Non so per quale bizzarro motivo a casa dei miei genitori ce n’era uno di baracchino.
Era in soffitta, perfettamente funzionante e spero che questo non inviti la polizia postale a fare visita domattina ai miei genitori, che hanno da anni abbandonato il vizio, comunque.
Insomma, ho imparato ad usare il baracchino insieme ai miei fratelli nei sabati di pioggia e oggi ho un ricordo stupendo delle nostre lunghe conversazioni coi camionisti (oltre che, mi pare, anche con qualche pilota di elicottero che s’incazzava molto all’idea che la banda fosse occupata da 3 bambini di 15, 9 e 6 anni, ma io ero quella di 6, di conseguenza anche in questo caso, qualora la polizia postale fosse allettata all’idea di indagare su eventuali dirottamenti dell’epoca, è evidente che il responsabile è mio fratello maggiore, del quale sarò onorata di fornire tutti i dati anagrafici alle forze dell’ordine, visto che oltretutto è da sempre il preferito di mamma e papà).
Ai camionisti chiedevamo di tutto, dove stavano viaggiando, cosa trasportavano, come si chiamava la loro mamma, se avevano gatti o cani e loro erano dolci allo stato puro, sinceri e di ottima compagnia.
E visto che questo vuole essere un’elogio alla professione, vorrei sfatare il mito del camionista che non perde l’occasione di parlare sguaiatamente di sesso o birra: con noi non lo hanno mai fatto (anche perché non eravamo ferrati su queste materie, all’epoca).
A proposito di sesso, visto che è un pregiudizio di molti: a mio avviso i camionisti sono veri buongustai, in grado di essere ottimi corteggiatori persino alla guida.
C’è tutto un linguaggio di stima e apprezzamento che io non prima capivo poi, la settimana scorsa ho percorso la Roma-Milano indossando per sbaglio un paio di pantaloncini corti e ho iniziato ad apprezzarne le tecniche.
Siamo al tramonto e io guido col massimo gusto, il mio fuoristrada comprato da solo un mese.
Superando i primi camion inizio a sentire discretissimi colpi di clacson, quasi carezze alla tromba acustica.
Poi dopo il sorpasso seguono 8/10 colpi di fari a intermittenza perfetta di 4 secondi uno dall’altro.
Dopo 11 tir superati con questa medesima identica conseguenza inizio a preoccuparmi: penso che la mia auto appena comprata già abbia qualche problema di cui non mi rendo conto, una gomma quasi a terra, un fanale rotto, una portiera aperta.
Mi fermo in varie piazzole ma sembra tutto ok.
Mi dico che magari il prossimo tir lo accosto e gli chiedo una mano perché forse non vedo io qualcosa di tecnico sotto la macchina, sai le donne.
E così provo a fare.
Il tir numero 12 che picchietta il clacson e lampeggia, provo ad accostarlo in sorpasso.
Il camionista, forse capendo che sto per fare una manovra pericolosa per la mia incolumità, fa la cortesia di abbassare il suo finestrino e gridare a favor di vento ” A FATA!!”
Ho proseguito il viaggio con una sottile soddisfazione pensando che nonostante il mio mezzo metro di peli sulle gambe e forse anche un baffo a spago, dovuti alla trascuratezza del viaggio, i camionisti apprezzano la mia leggiadria.
Ci sono quelli che magari poverini si confondono, non vedendo il torso dell’automobilista suonano anche agli uomini con la barba che si depilano.
Ma nel mio caso no no, mi hanno vista con l’effetto patinato del vetro, meno male.
Abbigliamento: siete in grado anche voi di riconoscere un camionista in qualsiasi posto si trovi, da come è vestito ?
Non è una domanda con pregiudizi, anzi!
E’ un inno alla semplicità, al comfort, alla leggerezza, al cotone, al pile, alla pelle ascellare libera, al pantalone con tante tasche e alla scarpa comoda.
Cosa si può desiderare di più dalla moda?!
Non è vero che il camionista è vestito male, non da semplicemente potere a certe stronzate di tendenza.
Non vuole fare 1000 km grattandosi il sedere perché ha un pantapareo di lycra.
Inoltre è assolutamente falso che il camionista sia una persona con poca cultura!
Ho visto camionisti comprare Bulgakov in autogrill, il camionista per legge, deve fare molte pause dalla guida, quindi magari fa il check-in su facebook ma poi legge prima di dormire.
E autori russi, ve lo giuro!
Ho visto questo signor camionista comprare Il Maestro e Margherita al Cantagallo, la stazione di servizio.
Poi è salito sul suo bilico che trasportava un carico immenso di Tic Tac.
Me lo ricordo perché ho pensato nelle due ore successive al suo carico.
Quanti cazzo di pacchettini di caramelle conteneva quel carico?
E quanti italiani servono per consumare tutte quelle maledette caramelline?
A proposito di trasporti: non siete tremendamente affascinati anche voi dai camionisti dei cosiddetti “Trasporti eccezionali”?
Quelli che hanno la scorta dietro e davanti fino a 5km di distanza che ti avvisa che c’è un signore con una bestia di 20 tonnellate che trasporta un pezzo di pala eolica o di un ponte.
Quasi potrei innamorarmi mentre lo supero e lui si gira affaticato ma con un guizzo nell’occhio che sembra dire “Io c’ho il trasporto più grosso di tutti, bambina”.
Se parliamo di cultura comunque, non si può non parlare di quella enogastronomica!
Se dico camionista dico buona forchetta.
Tutti noi miseri automobilisti in viaggio, quando è ora di pranzo non diciamo per caso: “Fermiamoci qui che è pieno di tir, di sicuro si mangia bene e si spende poco!!” ?
Spiritualità: se qualcuno di voi ha avuto modo di ascoltare, anche per sbaglio, Radio Maria (beh, meglio di certa musica techno, non credi?) avrà notato di certo che i camionisti chiamano spesso per pregare.
Sono creature estremamente spirituali e affidarsi a Dio mentre si viaggia sulle autostrade italiane dovrebbe essere consuetudine saggia.
E infine, ne parlavamo in apertura: il cruscotto.
Il nome è evocativo.
Quanti oggetti meravigliosi, che inventiva, quante luci e che nomi sui cruscotti dei camion del mondo?
Tony la lepre, Edoardo il magnifico, Max e basta, Giulio il gladiatore.
Peluches a forma di barboncino, Gesù di gomma a grandezza naturale, 4 metri di lucine di Natale che manco il bilico della Coca Cola a Natale.
Viva i camionisti.
Senza di loro nessuno mi avviserebbe che ho una ruota bucata.

Un bellissimo Reportage del videomaker Francesco Mattuzzi, sul meraviglioso mondo dei camionisti:
http://www.abitare.it/it/weight-of-dreams/online-editors-francesco-mattuzzi/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...