IL TUO BAGNO PARLA DI TE.

 

Quando vado a cena a casa di amici, quando sono ospite in qualsiasi casa e per qualsiasi occasione, feste, aperitivi, battesimi, semplici caffè o riunioni di lavoro, non posso esimermi dal dovere morale di effettuare un sopralluogo al cesso della casa.
Visito il bagno almeno una volta, non solo per fare pipì o lavarmi le mani o entrambe le cose contemporaneamente, ma anche per un’accurata indagine sociale sui padroni di casa attraverso la camera che maggiormente li rappresenta.
Sarà un desiderio perverso ma sono convinta che anche voi, quando siete completamente soli nella stanza da bagno di qualche amico, vi sentite davanti a un importante bivio: fare quello che dovete fare e uscire oppure rimanere lì almeno una dozzina di minuti per scoprire particolari che non immaginavate o che vi evocano e confermano gusti e abitudini del padrone di casa.
Qualche minuto per assaporare la camera nel silenzio e poi inizia il piccolo meticoloso tour: voglio vedere tutto del tuo bagno.
Posizione delle boccette di profumo, colore e consistenza dell’accappatoio.
Se hai la doccia piena di confezioni di shampoo spremute oppure il cestino dei sali da bagno sulla mensola della vasca.
Lo spazzolino da denti è sventrato oppure ne hai quindici stipati nello stesso bicchiere..
E se ci sono gli sputi sullo specchio oppure c’è qualcuno che lo lucida per te tutti i lunedì e giovedì (e allora molto dipende dal giorno in cui mi inviti).
Il bidet gode di ottima, buona o pessima salute?
Apro gli armadietti tossendo per non far sentire il rumore delle piccole ante o dei cassetti che si aprono e ispezionare perbene.
Voglio catalogare cosa compri per lavare il bagno e te stesso e valutare anche le letture che fai in bagno, giornali di viaggio, romanzetti cinesi o gossip.
Il cesso: per me è la stanza chiave.
Ormai molti hanno intuito la potenza mediatica che può avere il proprio gabinetto, io per prima.
E dunque si è creata una tendenza d’avanguardia per cui si fa in modo che questa camera splenda di luce propria, come una pagina del catalogo Ikea. Soprattutto sera della festa la toilette diventa una vetrina di cose che vuoi che gli altri vedano senza tu debba fare la figura dell’ egocentrico.
Cose che possano farti sembrare più carino di come sei: il poster della Belle Epoque, la tavoletta trasparente con dentro le conchiglie, il romanzo di Capote, il dopobarba maschio o la trousse di trucchi che manco Liz Taylor.
Il cesso parla, dice chi sei.
Il vietnamita con la casa sopra i binari di Gare de Lyon a Parigi, dove ho dormito una notte con il couch-surfing, prima di tentare lo stupro, aveva il suo bagno che raccontava di lui: una latrina lurida con peli attaccati anche al soffitto, oltre che mineralizzati nella saponetta.
Il cesso del mio ex fidanzato ingegnere, aveva nel piatto doccia una piccola spazzola lavavetri così, a fine doccia potevi lucidare i vetri del box in segno di civile convivenza e devozione all’ ordine supremo della casa e degli ingegneri.
Il gabinetto della mia amica Sara è tutto completamente rosa: il mosaico sui muri, i complementi d’arredo, gli asciugamani, tutto è fottutamente rosa e Sara è la femmina più femmina che conosco.
Quello della mia amica Bea ha sempre un gatto nel bidet e una collezione imperdibile di prodotti da bagno del 1960.
Solo che lei non lo sa che è una collezione perché continua ad utilizzarli anche oggi, nonostante siano scaduti da un secolo.
Una volta sono stata ad una festa in uno splendido attico in centro a Roma, ho prontamente chiesto del bagno per la mia perlustrazione e sono rimasta a bocca aperta quando mi hanno portata in una stanza sopraelevata rispetto al salone con il pavimento completamente trasparente, in vetro lucido.
Si vedeva tutto.
E non solo la mia perlustrazione che, per imbarazzo come immaginerete ho dovuto rimandare insieme, a quel punto, anche alla pipì.
Ve l’ho detto: il bagno può essere emblema di grande vanità ed esibizionismo ma anche di pigrizia e di troppi bambini in casa.
Le paperelle, i vasini, i saponi da bambino che non puoi provare perché hanno un aroma inconfondibile e vieni subito intercettato dai padroni, che sentono l’odore di innocente cremina al borotalco per casa e ti guardano come fossi un maniaco.
Ci sono i bagni che parlano di coppie innamorate, con i prodotti e gli asciugamani che si mescolano in una danza d’amore  e quelli dei signori anziani con i sanitari anni 50 e il dopobarba che se lo annusi rimani cieco.
Ho paura di quelli che in bagno tengono gli attrezzi da palestra, la cyclette o i pesi, me li immagino dentro 15mq di bagno ad allenarsi sbattendo contro le ceramiche.
Sono felicissima quando qualcuno ha le spugne naturali, che sembrano appena pescate dal mare oppure il cestino dei panni sporchi che ti fa sentire subito a tuo agio che ti ci sederesti dentro per qualche minuto.
Uno dei dettagli che ricordo con più affetto è senza dubbio il Libro del Gabinetto nella casa di famiglia della mia amica Valeria.
In accordo con tutti i componenti della famiglia, mamma, papà e sua sorella, Valeria conserva nel bagno di casa un taccuino con una penna e tu, seduto sulla tazza, anche se sei ospite, puoi prenderti la libertà di scrivere una poesia o un pensiero.
Un momento così personale e prezioso, reso unico dal tuo componimento che qualcuno dopo di te, seduto nella tua stessa misera posizione, leggerà e magari potrà rispondere con un versetto o una rima.
Un componimento nel componimento.
Il gabinetto è motore ispiratore di molte più cose di quelle che immaginiamo.
Il suo potenziale creativo è immenso perché resta la camera più intima della casa.
Quindi non restateci male se quando verrò a casa vostra frugherò tra le vostre creme e aprirò il piccolo armadio a specchi sopra il lavandino odorando come quando si aprono le finestre la mattina.
Non è indiscrezione, starò semplicemente approfittando della forza intima creativa del vostro cesso e controllando che ve ne stiate prendendo cura.

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2 thoughts on “IL TUO BAGNO PARLA DI TE.

  1. ” […] e ti guardano come fossi un maniaco.”
    Anch’io, dopo i sorrisi e gli “è veeerooo!!” che mi ha ispirato la lettura di questo post, inizio a guardarti con occhi diversi…. ;-p

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