LA SINDROME DA CARTELLA DI PLATINO

Sii forte.
Cosa hanno in comune gli Orchi di Mordor a digiuno da giorni o le Orchesse poco prima del ciclo con i tuoi bambini pochi giorni prima che inizi la scuola?
Molto.
Quando si avvicina il primo suono della campanella, c’è solo un input per il bambino medio : Avrò la cartella con dentro le sette meraviglie del mondo e se esiste l’ottava, questa sarà proprio la mia cartella.
Li schiaccerò di invidia tutti quanti come vermi, già al momento del primo appello.
Insieme al vortice di emozioni che precedono l’evento, insieme all’ansia, alla paura, all’impazienza e al filo tristezza per essere rientrati dalle vacanze, il tuo bimbo ha la consapevolezza che si avvicina un momento ancora più di centrale importanza per la sua vita: il momento dello shopping in cartoleria.
Quando una mattina tu gli dirai in maniera sbrigativa di mettersi la giacca perché dovete andare a comprare i quaderni, lui si volterà e tu avrai paura.
Ti guarderà con gli occhietti iniettati di sangue di chi non dorme da giorni aspettando questa tua fatidica frase.
Ti prenderà la mano con una stretta da morsa per asini e nei casi più agghiaccianti ti comunicherà che ha con sè la lista delle cose che la maestra ha espressamente chiesto di comprare.
Ricordati: non c’è maestra che chieda ai genitori di comprare le gomme profumate di Hello Kitty nè tantomeno la biro a tre fasci di luce di Iron Man.
Se poi ti capiterà di avere la conferma della maestra ad un colloquio che effettivamente si, aveva chiesto questo tipo strumenti per la sua lezione,  avvisa il preside sulla possibilità che una docente della sua scuola assuma metanfetamine durante le lezioni.
Ma in tutti gli altri casi non sentirti solo: hai uno dei tanti bambini afflitti dalla sindrome da cartella di platino.
La tua creatura è capace di cambiare connotati già molte ore prima di salire in macchina per andare in cartolibreria, se percepisce nell’aria che è in programma questa commissione insieme alla mamma o al papà.
Una trasfigurazione che comporta angoli della bocca leggermente bagnati di bava canina, piccole vene blu negli occhi, occhiaie, aggressività, ira quando si viene contraddetti e crollo dei nervi alla cassa qualora tu non ceda all’acquisto di un prodotto totalmente inutile ma a quanto pare vitale per il bimbo, come il temperino a forma di naso di Peppa Pig.
La tua creatura si aggira tra i corridoi della cartoleria come un succiacapre, prendendo questo o quel quaderno, dicendo frasi come “questo mi serviva proprio” oppure “ah, eccolo finalmente”.
Se c’è qualcosa di inutile e costoso il tuo cucciolo famelico sostiene che sia determinante per la sua carriera scolastica, mica vorrai privarlo di questo diritto?!
Il raccoglitore ad anelli di quella stronza di Violetta sembra essere importante quanto un pozzo in Africa.
La riga di He Man, e non fate battute, sembra essere lo strumento grazie al quale il tuo cucciolo diventerà un capitano d’azienda.

Ci sono diverse categorie di bimbi indemoniati dalla sindrome da cartella di platino, devi solo riconoscere a quale categoria appartiene il tuo:
1) quello che fa lo gnorri, fa finta di essere superiore agli acquisti, un bambino che non deve chiedere mai, che l’unica cosa che vuole e fare felici la mamma e il papà e passeggia tra i corridoi guardando la mercanzia con la faccia che esprime frasi come “Uh, come lo vorrei..ma non lo chiederò per non dare un dispiacere alla mamma”. Così tu ti sciogli come un ghiacciolo a Marrakech e gli compreresti anche lo scaffale di compensato.
Mio fratello era così. Ignobili. La vincono sempre.
2) quello del senso del dovere. quello del “Mamma, dobbiamo comprare questo astuccio dei Transformers perché mi serve per Tecnica” oppure “Papà, la maestra ha detto che quest’anno dobbiamo avere solo quaderni di Barbie” (anche qui attento alla possibilità delle metanfetamine).
3) quello che mette le cose nel carrello a tradimento. Mentre sei piegato a 90° cercando di leggere il prezzo esorbitante della cartella Invicta, lui schiaffa dentro gomme, penne, matite e altri piccoli oggetti che possono rimanere incastrati nei prodotti più grandi e quindi eventualmente essere involontariamente rubati.
4) quello del “ma questo ce l’ha anche…” e aggiungi il nome del suo amico/a del cuore. E’ un affronto pesantissimo alla serenità psicologica del piccolo privarlo della possibilità di sentirsi in squadra con altri bimbi attraverso la condivisione degli stessi giochi o oggetti.
Lo ha letto su internet e anche se ha tre anni te lo farà presente.

La cosa spregevole di tutta questa storia è che mentre per le altre sindromi si fa di tutto per assistere, stemperare, aiutare e non assecondare, nel caso della Sindrome da cartella di platino, il Cartolaio rappresenta davvero una figura criminale: un ragno perfido che tesse per tutta l’estate una tela di adesivi, poster, diari e altri prodotti golosi esposti secondo leggi di infimo marketing con in prima linea le facce dei migliori supereroi appena entrate in negozio, forti e ammiccanti in modo che al tuo bimbo venga la salivazione a mille.
Il tuo cartolaio di fiducia, forse non lo sai, ma quando mette il cartello Chiuso per Ferie ad agosto, in realtà rimane dentro il negozio e con la pistola sparaprezzi improvvisa una danza sciamanica che i bimbi di tutto il quartiere percepiscono sotto forma di onde e come il pifferaio magico li ammalia e li prepara alla riscossa di settembre.
Non c’è antidoto per questa SCP ma se c’è non è di sicuro nascosto dentro l’astuccio dei Gormiti, come vorrà farti credere il tuo cartolaio, quindi sii forte.

 

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One Reply to “LA SINDROME DA CARTELLA DI PLATINO”

  1. He Man?!? Esistono ancora quaderni, astucci, diari, righe etc etc etc di He Man? grazie per la dritta !! ;-p
    E grazie per le risate che allietano la ripresa del lavoro!
    Roberto

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