LETTERA AGLI AUTOMOBILISTI MILANESI

Guido a Milano da un anno. E’ arrivato il momento di parlarne.

Sono romana, quindi autorizzata dagli dei a dare qualche regola precisa ai lombardi, a questo popolo che si dà arie con l’Expo ma poi, quando lo vedi al volante, sembra che non abbia mai visto una puntata di Supercar, un inseguimento dei Chips o, che ne so, un documentario su Napoli.

Prima di tutto, lombardi: il semaforo non è un amico.

E’ malvagio.

Più tempo passi, immobile, davanti a un semaforo, più la vita ti sfugge dalle mani.

E Milano è semafori.

Semafori e apericene.

Milano è un gigantesco flashmob permanente di semafori, attivi anche di notte.

I semafori accesi di notte sono il male.

I semafori accesi di notte a Milano sono il male e tutti i suoi fratelli.

Diventa verde quello davanti a te, inserisci la prima, calpesti 70 cm di asfalto e te ne trovi un altro che ti sbarra la strada, rosso come l’inferno.

Il milanese poi non aspetta il verde alla stessa maniera professionale del romano, con rabbia e ferocia.

Il milanese sta lì, prono al codice stradale o al massimo tutto rattrappito nel suo smartphone, se proprio quella sera, vuole fare roba illegale.

Il romano se ne sta lì, davanti al semaforo rosso (posto che lo veda, perché magari un semaforo può sfuggire…), davanti a questo portone di Alì Babà e i 40 ladroni, e scalpita come un cavallo drogato.

Perché “de ladrona ce n’è solo una, hai cabito?!”

Ai semafori a Roma, molto pochi ormai, gli automobilisti sbavano, ringhiano, come gli orchi di Mordor.

Degli orchi un po’ bizzarri, al volante di una twingo del 92 o sullo scooterone.

Lo scooterone.

A Roma quella dello scooterone è una confraternita massonica, un esercito che potrebbe affrontare senza timore qualsiasi nemico, soprattutto quello se il nemico è il vicino in fila al suo fianco, davanti al semaforo.

Un nemico, il vicino sullo scooterone, da combattere al grido di “Li mortacci tua!”

E poi c’è l’arancione sul semaforo: la terra di mezzo, la terra di nessuno.

Il perineo del codice stradale.

Lombardi: so che sarà dura da comprendere, so che avrete bisogno di tempo per capire ma…con l’arancione non si rallenta, si accelera.

Capisco che possa far paura, un gesto così audace come quello di premere l’acceleratore ma…vi prego, prendetelo in considerazione.

Può salvare vite.

Se dietro di voi sta arrivando qualcuno che, per astruse circostanze della vita, ha conseguito la patente in un municipio compreso nei territori da Viterbo in giù, siete fottuti.

Sarà pianto e stridori di freni.

Poi ci sono gli anziani.

Un’altra piaga per l’automobilista romano in trasferta qui da voi.

A Roma abbiamo risolto il problema da tempo.

Gli anziani a Roma ci pensano due volte prima di uscire di casa in auto.

Gli anziani a Roma li abbiamo tutti sconfinati alle fermate degli autobus.

Dopo 40 minuti di attesa si scordano perché sono lì e se ne tornano a casa.

Ma qui a Milano no.

Qui gli anziani…guidano.

Non è possibile.

Ci vuole qualcuno che se ne occupi, oltretutto qui gli autobus passano, ci vuole semplicemente qualcuno che ce li spinga dentro.

Un garante della sicurezza, qualcuno vi prego, che prenda a cuore la questione.

I City’s angels, questi omoni e donnone volontari che girano di notte nei parchi, con le tute da pompieri, per proteggere i cittadini, sono inutili.

La gente che va nei parchi di notte, non vuole essere disturbata, lo volete capire o no?!

Lombardi: prendete i City’s angels e rendeteli utili!

Mandateli a casa dei vecchietti a strappare loro la patente.

Si dà loro una bella lista divisa per zone, coi signori che compiono settantacinque anni e poi si mandano a suonare ai citofoni.

Come quelli che vengono a controllare se hai la tv per farti pagare il canone RAI (meriterebbero anche loro un discorso a parte), solo che i City’s angels suonano ai vecchietti e dicono:

“Buonasera Signora Mirella, siamo quelli del Comune di Milano, siamo venuti a strapparle le patente.

Signora Mirella?!! Lo sappiano che è in casa. Apra da brava…Signora Mirella, APRA O LE SFONDIAMO LA PORTA”.

 

Guarda il video del reading live di questo pezzo, diamine:

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