IL CAR SHARING E LA CARAMELLA DROGATA

Ho scoperto finalmente un modo per non usufruire mai più dei servizi di merda di Trenitalia.

Il bla-bla car, lo conoscete?

Praticamente, se devi andare da Roma a Milano hai due possibilità: puoi andare su trenitalia.it e spendere 100 euro solo andata per contrarre la sifilide nei cessi igienizzati del frecciarossa, oppure andare su blablacar.it e metterti d’accordo con un privato che fa il tuo stesso tragitto, per dividere le spese di viaggio.

Costo della faccenda, per un Milano-Roma: 30 euro.

Tra l’altro, per me che sono una maliziosa, il blabla car ha un’importanza semiologica storico-culturale enorme, perché è il primo metodo socialmente rispettato per accettare finalmente, passaggi dagli sconosciuti.

Meraviglioso.

Come se un giorno in rete uscisse il sito lacaramelladrogata.com, nel quale bidelli e bambini possono scambiarsi le caramelle, liberi dalle fastidiose proibizioni delle mamme.

Annie83 scrive

“Offro zuccherina all’lsd col pagliaccio sulla confezione”

Bidello74 scrive

“Cedo mou con la chetamina e il miny pony sopr, mai usata. Accetto anche paypal”.

 Un sogno.

Il bla-bla car ha però delle piccole controindicazioni: innanzitutto quando salgo in una macchina devo fare di tutto per non rilassarmi.

Infatti, quando sono in auto mi rilasso e inizio a guardare fuori dal finestrino, pensando agli affari miei, si creano le condizioni ideali affinchè ad un certo punto il mio inconscio di giovane donna, decida che è arrivato il momento di poter fare peti.

Questo imbarazzante rilassamento intestinale avviene perché l’auto è socialmente riconosciuta come un posto rassicurante, una piccola protesi di casa, dove portiamo i nostri oggetti, i nostri odori, appunto.

Anestetizzati dalle abitudini, spesso non facciamo caso alle situazioni di pericolo evidente che un determinato luogo, ha in sé.

In aereo ad esempio: quando la hostess viene da me a raccontarmi come si usa la maschera per la pressurizzazione, io la ascolto con dolcezza, mi appare come una figura materna ed elegante che mi coccola e non penso certamente al fatto che questa tizia mi sta mostrando un oggetto che dovrei usare nei miei ultimi istanti di vita.

Non ci penso, mi sento così al sicuro, sono abituata.

Non penso che, nel poco probabile ma comunque probabile caso in cui ci trovassimo insieme a dover usare la maschera, la stronza, che fa finta di maneggiarla con destrezza, la userebbe esattamente come me, cioè tremando e piangendo.

Ma in quel contesto di esposizione glamour della maschera, non ci penso, mi sento al sicuro.

Ed è proprio nel momento in cui ci sentiamo al sicuro che siamo fottuti.

C’è un altro dettaglio che può rendere l’esperienza di bla-bla car meno rassicurante di un aereo in discesa libera: l’esperienza di bla-bla car, resa nota ai propri parenti.

Se scegliete di informare i vostri cari che avete intenzione di accettare un passaggio condiviso, una settimana prima della vostra partenza, vi guarderanno tutti come fosse l’ultima volta che vi hanno davanti.

Sguardi pieni di pena e premura.

“Ma sei sicura?! Davvero ti fidi a fare 600km con uno sconosciuto? E se ad un certo punto ti mette una mano sulla coscia?!” .

Mamma, stai tranquilla. Vorrà dire che gli terrò un attimo il volante.

“Non scherzare! E se ad un certo punto, gira in una stradina e ti stupra?!”

Effettivamente la A1 è piena di strade bianche..

Dai mamma, piantala. E poi il tipo ha un fuoristrada, sulle stradine va senza problemi.

Tua nonna viene da te col sacchettino col pranzo e ti dice “D’accordo, hai deciso di partire, sei grande ormai.

Questo è il pranzo…se guardi bene, la schiscetta ha il doppio fondo, dentro c’è lo spray al peperoncino, per qualsiasi emergenza”.

Lo spray al peperoncino, quando viene il momento di usarlo, è esattamente come la maschera per la pressurizzazione dell’aereo.

Comunque, nonostante le raccomandazioni assurde, l’ansia, alla fine te la fanno venire.

Arrivi all’appuntamento col tizio del bla-bla che sei un fascio di nervi.

E anche il tizio del blabla è un fascio di nervi, perché non ci dimentichiamo che anche tu per lui, sei una sconosciuta.

Entrate in macchina e per i primi 6 minuti è tutto un guardarsi male reciprocamente e aspettarsi di tutto.

Come lui avvicina la mano alla manopola dell’autoradio per cambiare stazione, tu sussulti e affondi le unghie nella tappezzeria, iniziando a raccontargli che lavori in un istituto di correzione maschile minorile e che si, a volte dovete anche picchiarli quei ragazzi ma che, insomma, hai la professionalità per farlo.

Così il tipo va in tripla ansia iper-ventilata e inizia ad agitarsi seriamente e magari vi sfracellate giù dalla scarpata, a causa di questa stronzata delle paranoie dei familiari sul car-sharing.

Ragazze, fidatevi: non mi è mai successo assolutamente nulla con blabla car.

NULLA.

Ogni volta scendo dall’auto e penso “Ecco: un altro ricchione. Ma perché tutti a me?!”

 

Vuoi vedere il video del live di questo pezzo?

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3 Replies to “IL CAR SHARING E LA CARAMELLA DROGATA”

  1. L’autosharing è la versione Android del vecchio autostop
    Carino allora, divertente oggi. Solo oggi si divide il costo. Una volta ci scappava anche l’invito a cena!

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