TI LASCIO BIO

Lasciami stare Bio.

Non mi toccare.

Mi fai schifo.

Mi fai schifo tu e le ragazze vegane, vestite di canapa che fanno yoga negli ashram a Ibiza.

Mi fai schifo tu e i cracker crudisti fatti coi semi di magnolia croata e venduti a 60 euro al kg, anche se non sanno di un cazzo.

Non ti riconosco più Bio.

Non sei più quello di una volta, mi hai presa in giro.

Una volta eri il tubero zozzo di terra, la mela bacata, il cavolfiore con la lumaca dentro che non vedevo e sgranocchiavo con tutto il guscio pensando “Uoh! Che croccantezza!”.

Bio…eri il mercato del giovedì, il vecchio al bar, la zappa che ti faceva venire le vesciche con le bolle d’acqua, che sembravi un paziente di Madre Teresa di Calcutta.

E ora?!

E ora Bio, che ci fai nella boutique a Parigi con le tue foglie lucidate una per una?!

Hai fatto i soldi a colpi di germogli tibetani, di caprette pettinate coi prodotti Kerastase e fotografate da Tim Walker.

Sei diventato ricco con la farina di Kamut?!

Tu sfrutti gli stupidi come fanno i giornali del gruppo Mondadori.

Parli di lievito madre e non sai manco come si usa il mattarello.

Parli di soia biologica e non sai che la soia vera non esiste più dall’epoca in cui Joe Cocker era un bell’uomo.

Hai messo la giacca buona, quella in fibra vegetale e te ne sei andato nei salotti-bene, eh, bastardo d’un Bio.

Sei entrato come una rockstar, alle feste, negli home-restaurant, nei fusion bistrot, nei vegan bakery, nei veggie burger, nei meltin pepper, nel fucking crumble e in mille altre stronzate che non so minimamente cosa significhino.

Sei entrato parlando di macrobiotica, di seitan estratto dai sederi dei neonati islandesi, di cibo che si può mangiare solo se cotto nelle profondità della terra, con le prime lingue di lava dei vulcani.

Mi hai rotto il cazzo Bio.

Con i tuoi gnomi sulle confezioni, coi fiocchetti di corda, con le tue buste della spesa in garza o carta di riso, disegnate da quell’artista che si ciba solo di radici estratte in Nuova Zelanda, di notte.

Mi hai scassato l’anima, Bio.

Sei più falso dello zigomo di Cher, più corrotto di un giudice di X-Factor, sei ossessionato dal mark-up come un’imprenditore di Gallarate.

Sei travestito da ultima tendenza ma puzzi di negozio cinese gestito da napoletani.

Ti lascio Bio.

Stattene con le tue polpettine di alga siberiana.

Vai a prendere per il culo le signore che fanno pilates nei palazzi a specchi e gli art-director vestiti in total black.

Vacci te a ritirare la cassettina con le primizie dall’altra parte della città, bruciando quaranta litri di gasolio per fare quello che compra solo dai contadini.

I contadini…

I contadini mi hanno detto che se ti beccano, caro Bio, ti mettono il forcone nel culo e girano fino a quando non fuoriesce il centrifugato della tua ignoranza, Bio, anzi l’estrazione a freddo.

Ti lascio Bio, mi hai delusa tu e tutti i mercatini con gli artisti di strada e gli artigiani vestiti da folletti.

Tu e i tuoi certificati NO OGM che l’Europa vende a caro prezzo.

Tietteli stretti i tuoi bollini verdi e facci la raccolta di pentole al supermercato.

E’ finita.

Vai a morire ammazzato Bio.

E non dimenticarti di farti seppellire nell’urna cineraria biodegradabile, che poi cresce l’albero e gli diamo il nome.

 

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28 thoughts on “TI LASCIO BIO

  1. Completamente d’accordo tranne che sui negozi cinesi gestiti da napoletani. Non si può proprio evitare lo sputtanamento di napoli e dei napoletani, non ce la fate proprio eh? padana sicuramente o no?

    1. tutto il mondo si vergogna di napoli…….invece il napoletano è orgoglioso di esserlo……già questa è la prova di quanto siete disonesti e meschini…

      1. E smettetela di fare i preziosi, sono del sud e tutta sta grande offesa non la vedo, che poi non capite neanche il ricamo fatto alla fine di essa, forza napoli… fatevi una pastaesimpatia va..

  2. Quanto è vero che i “contadini” ( si chiamano agricoltori e allevatori, i contadini ci sono solo nelle favole con i draghi e le principesse) non sopportano queste cose chic da benestanti alternativi viziati.

  3. Carino il pezzo alla Crozza …ma non è tutto così! Chiediti perché devi fare 40 chilometri per andare dal contadino. A domanda risponde l’offerta, il bio è quello che noi decidiamo sia. Sono gli italiani che hanno rotto, che non si informano, che lo fanno diventare radical-chic. Prenditela con gli ignoranti dei tuoi connazionali, il bio è solo una pratica agricola.

  4. Ho la fortuna di essere nata e cresciuta in campagna, conosco il letame e il verde rame che il nonno dava alle vigne. Aspetto con il sorriso sulle labbra il giorno in cui la oarola bio non sostera’ più davanti ai prodotti della terra…
    Voler comprare roba vera non è trendy, ma da sani. Concordo che ne abbiano costruito un bel business. Grazie per l ironia.

  5. Una lezione su come riescono a prendere in giro il consumatore. E che non mi veniate a dire che esiste veramente il Bio sulla Luna forse. I campi biologici sono a 15/20 metri da altri terreni che la maggioranza ci spara di tutto .

  6. A parte ovviamente la battuta di cattivo gusto sui napoletani, vorrei farti notare che non conosci minimamente il costo della produzione senza uso di pesticidi. Io che ci ho provato a produrre uva biologica, ti posso garantire che il prezzo di produzione si quadruplica e diminuisce enormemente la quantità prodotta. Ma certo non te ne frega niente di informarti, ti basta fare la tua sparata populista.

    1. Condivido!! Forse ora va di moda cavalcare il non bio?? E la signora ci prova? Meno volgarità andrebbe bene bio e non bio. E poi criticare senza avere le mani nella terra fa tanto ” radical chic”!!

  7. Mmmhh… tutti a criticare l’uscita sui napoletani… Ma l’avete letta? Ve la ripropongo: “Sei travestito da ultima tendenza ma puzzi di negozio cinese gestito da napoletani”. Se non vi è chiaro è solo una metafora ad indicare il falso del falso. Avrebbe potuto essere “la pizzeria napoletana gestita da tunisini” o la “mozzarella di bufala campana fatta a Parma” oppure ancora “la maglietta made in Italy fatta in India” o mille altre cose, ma il significato non cambiava, voleva solo dire “puzzi di falso”. Non guardiamo quindi la singola parola che da sola non vuol dire niente, ma bensì il testo che in tutto il suo insieme assume un’ironia ed un cinico sarcasmo che comunque meritano un plauso.

  8. Fa una po’ di confusione e generalizza. Parla di cose da vegani oltranzisti che non c’entrano niente con il bio E’ vero che purtroppo, come in tutte le cose il business tende a snaturare ma c’è troppa disinformazione. Sul sito della commissione europea si legge che in agricoltura biologica è molto limitato l’uso di sostanze chimiche, non che è vietato. Poi ci sono agricoltori che non ne usano affatto e altri che imbrogliano, per questo è importante comprare da produttori locali anche senza certificazione che si possono controllare. E’ importante fare cultura del bio e non gettare fango. Per chi ha l’MCS come me ( e non solo) il bio è vitale e stanno aumentando le persone che lo acquistano. Se lo comprassero tutti diminuirebbero molto i prezzi e le file all’ospedale. Non si può scherzare sulla salute e soprattutto sul biologico visto che si sente in giro molta gente ignorante che dice che non crede al biologico e che costa troppo e magari ha un suv e il telefonino da 2-300 euro. Grazie bio!

  9. Gentile signora, ho ascoltato attentamente la sua performance e devo confessarle che non ha suscitato in me alcun sorriso, forse perché la sua satira non va oltre il livello culturale del tifo da stadio .Poiché ritengo che la satira sia una espressione artistica molto impegnativa, le consiglio di trovare altre argomentazioni oltre alle offese.UNA NAPOLETANA ORGOGLIOSA DI PUZZARE

      1. Finalmente qualcuno che prende il testo con il sorriso senza cercare il pelo nell’uovo di una singola frase (senza capirla tra l’altro) o di una sola parola. BRAVO …. e gli altri se proprio non se la sentono di sorridere vadano a leggersi un pezzo di Leopardi… così saranno contenti… tristi e contenti

  10. Pingback: - Ulivita
  11. Haha siete ridicoli, non capite un cazzo di niente e l’unica cosa che notate è il passaggio sui napoletani. Ma siete coglioni. Firmato: un napoletano.

  12. il bio è un tentativo di ritorno alla natura…per ora non è perfetto ok, ma chi è nato perfetto?se non lo sosteniamo non lo sarà mai…… comunque chi lo critica o è ignorante o è in conflitto di interesse…..

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