LETTERA ALLA VOGLIA DI NON INVECCHIARE

Ad un certo punto arriva quel giorno.

Quel giorno in cui non ti è più possibile trattenere il respiro e sbottonare i jeans per infilarti la pancia tra le interiora.

Arriva il giorno in cui non hai più cura nel dosaggio della tua costosissima crema antirughe anzi, inizi a praticare il doppio strato mattina e sera: gesto inutile quanto dispendioso.

Speri che dentro alla confezione della tua crema ci sia un santino, un’immaginetta sacra, un ricordino di quel santo che ti piace tanto, ritratto nella sua posa migliore e con lo sguardo benevolo a rassicurarti sul fatto che andrà tutto bene, che capita a tutti.

Ed è vero ma per ciascuno è sempre una scoperta esclusiva e deprimente: la scoperta che non hai più vent’anni.

Quell’istante di consapevolezza che ti rende lucido sul fatto che ormai da troppo tempo gli adolescenti ti danno del lei ed è ridicolo continuare a raccontarlo agli amici come un fatto assurdo, ridendoci su.

Che non c’è nulla da ridere.

Non c’è proprio niente da ridere se ti addormenti sul divano o al cinema quando non è ancora apparso il nome del protagonista nei titoli di testa.

Non c’è da essere contenti quando si va dal parrucchiere se sei obbligata ad andarci almeno una volta al mese altrimenti assumi le sembianze di Leslie Nielsen.

Amico, è inutile che metti fuori dal finestrino del fuoristrada il tuo braccio molle, perchè poi stasera ce l’hai bloccato come quello di Barbie.

C’è un antico, importante processo che accompagna l’essere umano da sempre detto Rassegnazione: perché non ti abbandoni sulle sue calde spalle anziché sulla poltrona del chirurgo, amica mia?

Che poi il chirurgo non è il santo che ti piace tanto, non è programmato per fare i miracoli né per garantirti un risultato di gusto gradevole.

E’ un attimo assomigliare alla duchessa di Alba, rincorrendo l’ideale ricordo delle tue foto di quindici anni fa.

Perché ti gonfi come il tender dello Yatch di Briatore nella speranza di somigliare ad una delle sue fidanzate, quando ancora ne aveva di deliziose?!

Perché indossi ancora i camperos, amico mio?!

Non sei Paul Hogan e neanche un suo mignolo incarnito.

Rilassati, stai solo invecchiando.

Calmati: la tua pelle deperisce esattamente come quella di tutti gli esseri umani, esclusa Cher.

Respira: non potrai fermare le tue guance mentre scendono verso i piedi come latte condensato sciolto.

Accetta il fatto che avrai meno amici, ma saranno quelli sinceri.

E poi che te ne fai di tutti quei like sulla foto del liceo, che sei già in andropausa?

Il processo beatificante di Rassegnazione è accompagnato, amico mio, dall’altrettanto utile atteggiamento di consapevolezza umile della propria persona.

La consapevolezza, dicono gli yogi, è una specie di religione e allora fa che il tuo mantra da oggi abbia frasi miste, da ripetere ogni giorno, per salvarti da ogni tentazione.

Ripeti insieme a me:

Non è bene che io indossi i leggings perché pesando novanta chili, non risulto carina ma solo un improbabile insaccato da pigliare per il culo.

Non è corretto che io continui a guardare con concupiscenza giovani donne che potrebbero chiamarmi senza imbarazzo alcuno, “Nonno”.

Non è rispettabile che io mi presenti alla festa di 17 anni di mio figlio, obbligando tutti i suoi coetanei a ballare i New Order e agitandomi come fossi il compagno di tenda di Joe Cocker.

Mi dispiace ma è arrivato il momento di smetterla coi libri di Harry Potter, con le patatine fritte a tutte le ore, col vodka-tonic fatti dai ragazzini tatuati fino all’ingresso del loro sfintere perché il tatuatore era stanco.

Basta con le partite a tennis dopo la sbronza del sabato come se niente fosse, perché ora si rischia l’arresto cardiaco.

Basta con la musica alta in macchina, a meno che non sia a Tunisi o nel garage del condominio.

Bisogna smetterla anche con le emoticon nei messaggi, che all’età mia i cuoricini e le faccette, in faccia me le dovrei dare.

E ancora basta coi biglietti del concerto dei Rolling Stones, non è vero che sono loro! Sono dei sosia, non possono essere ancora vivi mentre io raggrinzisco giorno dopo giorno come uno sphynx.

Specialmente il batterista.

Rassegnati amica mia.

Calmati, riposati e accettati: sei in corsa per il decesso, non ti basterà il fondotinta di Giorgio Armani.

Sei con gli anni contati è arrivato il momento di disdire l’abbonamento alla clinica dell’amore.

Non preoccuparti, andrà tutto bene.

E’ pieno di gente con rughe che non aveva pianificato.

Ce la farai anche tu ad invecchiare sereno, a maturare tranquillo.

O forse no, ma il pianeta terra, almeno per il momento se ne fotte a suon di tamburello quindi, se vuoi invecchia pure storto.

Tanto il batterista dei Rolling Stones seppellirà anche te, a proposito di tamburelli.

 

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