DUE GIUGNO

Non succede.

Ma metti caso che i signori che fecero la Repubblica tanti anni fa con coraggio, sudore e calzini di flanella pruriginosi, venissero a sapere com’è la faccenda oggi, come pensi che la prenderebbero?

Bisogna organizzarsi.

Bisogna avvisare tutti quelli che stanno per morire, di tenere la bocca chiusa anche lassù.

Che se tuo nonno con quel caratteraccio, un domani, quando sarà, speriamo tardi, per carità ma prima o poi succederà, spira e m’incontra per le scale dell’aldilà De Gasperi, è la fine.

Alcide ci ri-muore di disperazione, per una cosa del genere.

Bisogna fare le cose con cognizione e avvisare tutti i vecchietti moribondi e i partigiani nelle case di riposo, perlomeno quelli che non sanno più come si chiamano, che fuori va tutto alla grande, che abbiamo rispetto e senso civico e che i balordi sono tutti in prigione.

Bisogna provarci altrimenti è un casino.

Dobbiamo intercettare tutti i professori di storia, quelli tosti eh, e farli ubriacare e rubare loro il sussidiario e infilarlo nel trita-documenti.

Ce l’hai un trita-documenti? E’ essenziale, guarda, io l’ho preso su amazon, ti arriva in ventiquattro ore.

Devi avvisare tua zia che parlasse con le sue amiche quando vengono per il tè, soprattutto con quelle più incartapecorite, prima che sia troppo tardi.

Deve dire loro che si sono sbagliate, che la mafia statale da mo che è finita, che è tutto sotto controllo, che abbiamo imparato la lezione e siamo finalmente pronti a render giustizia alla nostra Repubblica.

Che siamo i nuovi partigiani.

Che Napolitano è tanto caruccio.

Tu insisti, ti crederà la zia e, se non ti crede accendi la tivvù.

Metti caso che i grandi statisti si sveglino, guarda che è la fine.

Metti che arriva voce al presidente De Nicola, sul casino che abbiamo combinato…non ci voglio pensare.

Metti solo la possibilità remota che a Garibaldi gli giunga qualche pettegolezzo, siamo fottuti.

Son morti pericolosi quelli, se si svegliano.

Quelli ti vengono a svegliare di notte, coi cavalli e la Costituzione in mano e non c’è grappa che tenga nè canto alpino che possa salvarti, anche se lo sai a menadito.

C’è da stare molto attenti che qualche vecchietto lì lì per andarsene non sia così matto e incosciente da dar voce lassù, del brodino di merda nel quale sciacquettiamo.

Chiama le frecce tricolore che col fumo annebbiano un po’ la vista dal Paradiso, almeno per oggi, per carità divina.

Digli ad Andreotti di chiedere un permesso speciale per farsi un giro ai piani alti e controllare che nessuno si sia accorto di niente.

E sbrigati, che arriviamo tardi al barbecue al lago.

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