7 e 40

Tra tutte le domande esistenziali che affollano il mio cervello, ve n’è una che non trova risposta e che causa molta pena al mio cuore:

Perché Dio ha concesso all’umanità di inventare una cosa atroce come la dichiarazione dei redditi?

Perché l’uomo e la donna devono sopportare questa tortura proprio quando la primavera bussa alle porte della loro anima?

Perché una volta all’anno deve consumarsi questa strage di persone perbene che si recano volontariamente, ciascuna con la propria bustina di scontrini e fotocopie nella borsa, presso rancidi uffici pubblici per auto-denunciarsi colpevoli di guadagno?

Perché giovani, vecchi e donnine devono attendere, con le labbra contrite tra i denti, su quelle sedie ghiacciate in ferro che gli timbra le chiappe, il verdetto di un impiegato che, con l’investitura statale e lo sguardo impietoso, si appresta a spolpare il loro gruzzolo sudato, come fosse il rotolo del kebab?

Perché il Signore ha reso possibile questo estremo sacrificio morale, ancor prima che fiscale?

Perché questa umiliazione senza eguali, denominata sottovoce col numero che evoca il dolce treno di Lucio Battisti, il sette e quaranta?

Senz’altro si tratta di un’opera del demonio.

Senza ombra di dubbio la dichiarazione dei redditi è roba satanica, faccenda di diavoli.

Cosa da scacciare con acqua santa, segno della croce e, in casi estremi, anche con l’espatrio.

Perciò ecco una breve Novena da recitare in questi giorni nei quali siamo tutti sotto la stessa pioggia infernale di moduli.

Si reciti al mattino e alla sera davanti al faldone che raccoglie fatture:

 

 Più infettante di una puntura di zecca,

più offensiva di una puntata di Uomini & Donne,

più stridula della voce di Vanna Marchi,

più inquietante di sua figlia

è la dichiarazione dei redditi.

Più fastidiosa di un’unghia con dentro il nero,

più indigesta del bigmac a tre piani,

più fetente dei calzini di spugna della Williams a fine partita,

questa è dichiarazione dei redditi.

 Non la eviti con scongiuri e amuleti.

Non ti salvi bruciando il citofono.

Non ti basta cambiar connotati.

Se vivi e sei poretto dovrai dichiarare.

Che Dio ci protegga da fratello Fisco.

E faccia schiattare Sorella Equitalia.

 

https://www.cosapubblica.it/vip-fisco-casi-evasione/3324/

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2 thoughts on “7 e 40

  1. Volendo proprio essere fiscali, la dichiarazione demoniaca di cui parli si chiama ora 730, e forse poco ci sì è soffermati sulla pena di quegli impiegati che bruciano le loro aspettative di vacanze, chini sulla scrivania per tutta l’estate a elaborare dichiarazioni, a smistare scontrini a fare telefonate dove talvolta si è obbligati a dire:”Scusi Sig. Brambilla, per la dichiarazione sono sufficienti le prestazioni sanitarie, può venire a ritirare il cd della colonscopia quando vuole”
    La sorte di questo orrendo Karma è che dopo mesi di dichiarazioni dei redditi i poveretti, ormai stremati, devono a loro volta sottoporsi alla compilazione del 730, mentre gli altri contribuenti spensierati raggiungono le spiagge in infradito…..
    Vado a piangere nello sgabuzzino dell’archivio

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