DE RUMORIBUS

Se per caso un giorno, ci venisse voglia di sminuirci come esseri umani, di renderci spregevoli e minuscoli in quanto a etica e morale e se per caso non esistessero più applicazioni sui cellulari a renderci spregevoli in tal senso attraverso passatempi che spappolano i sensi come dei frullatori Kenwood, ricordiamoci che avremo sempre a disposizione il più antico e popolare metodo avvilente per individui, che nessuno potrà toglierci: il pettegolezzo.

Discorrere con terzi sulle faccende private di un soggetto non presente rende da sempre l’animo umano piccolo e merdoso, contaminando la zona dove si concentra la discussione di aria fetida e stallatica.

Però, l’arte di parlar male degli altri non è per tutti!

Per capire se stiamo effettivamente facendo della malalingua il nostro baluardo e del pettegolezzo malvagio il nostro biglietto da visita, dobbiamo porci una domanda semplice, schietta e sincera: se il soggetto del mio monologo e dei suoi presunti fatti accaduti fosse presente e in ascolto in questo momento, trarrebbe beneficio da tutto ciò che sto dicendo?

Ne uscirebbe in maniera dignitosa a prescindere dalla sua colpevolezza ma soprattutto, resterebbe ancora disponibile a frequentarmi dopo la discussione?

Se a queste domande troviamo risposta negativa, se il soggetto della nostra discussione non sarebbe felice di ascoltarci, siamo sulla strada giusta e avremo ottenuto il nostro obiettivo: essere gentucola ignobile con indosso la peggior grettezza di certe borgate purulente!

Si dice poi che la malalingua sia donna ma non temete uomini di tutto il mondo, non è vero!

Certo siam profetesse ma potrete anche voi riuscire a risultare maligni azionando l’innato cocktail di cattiveria e curiosità insito in ognuno di noi, a prescindere da sesso e età anagrafica e tenuto normalmente sotto controllo dalla morale, quando le capita di farsi viva.

malelingue

Se per caso un giorno, ci venisse voglia di render giustizia al nostro cattivo gusto e proclamare guerra all’universale senso di elevazione dell’animo umano, ricordiamoci che basterà raccontare segreti presunti sul vicino di casa alla farmacista, imbestialirsi contro l’ex-fidanzata raccontando le sue passioni erotiche al postino, organizzare riunioni di condominio interessandoci delle ultime novità familiari degli assenti e nel contempo, proclamarsi paladini della giustizia sociale: nessuno si accorgerà che siamo dei fetenti.

Il tavolino coi giornali di gossip e cronaca nera sarà in confronto a noi, una libreria specializzata in ricerche sui premi Nobel.

Il peggior portinaio scapolo che conosciamo sarà in confronto a noi, alla stregua di San Sebastiano.

La più odiosa delle comari appestate dal rancore verso il prossimo, diverrà al nostro confronto, più benevola di un libretto di meditazioni zen.

Saremo noi senza rivali, se il pettegolezzo contaminerà le nostre vene, i più meschini del pianeta!

O almeno del pianerottolo.

Sul quale regneremo fino alla fine dei nostri giorni.

http://www.corriere.it/salute/11_giugno_15/gossip-salutare-cervello-peccarisi_741794c0-91b5-11e0-9b49-77b721022eeb.shtml

 

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2 Replies to “DE RUMORIBUS”

  1. Meravigliosa apertura con questa immagine di Norman Rockwell, che adoro.. 🙂
    Raccontata così, la malignità fa sorridere. 🙂
    Pienamente d’accordo con te, anche in quel “e nel contempo, proclamarsi paladini della giustizia sociale: nessuno si accorgerà che siamo dei fetenti.” che spesso si verifica come altra faccia della medaglia (o come maschera) delle incallite malelingue.
    Che dire? Come difendersi? La realtà dei fatti prima o poi dimostra la verità. O almeno è quello in cui spero sempre. 😉
    Buona giornata!

  2. Pusillanimi ricerche quantitative, che mostrano al massimo quello che si sa già.

    Però anche altre considerazioni più in profondità spiegano perché il pettegolezzo, per quanto vituperato, serve alla società: dicono che serva a rinsaldare all’interno del gruppo sociale le norme di comportamento condivise.
    Ovvero: non possiamo sapere bene cosa è giusto e sbagliato fare se non ne discutiamo per ore come comari alle spalle di qualche malcapitato contravventore, che scoprirà con lo stigma sociale di aver violato qualche regola non scritta (e squisitamente arbitraria).

    Tutto perfetto, quindi, direi.

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