PICCOLO TUTORIAL SUL REFERENDUM

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Lo hanno fatto un pò tutti.

Allora anche quì su Madame Pipì prendiamo un attimo per i fondelli questo referendum che un paio di spunti interessanti li tiriamo fuori volentieri.

Sulla Costituzione non ci sarebbe niente da ridere eppure, a livello di comicità, di battute sulla Costituzione è già stato detto e fatto praticamente tutto e io non ho più così tanto materiale umoristico da quando quelli del governo rubano il mestiere a noi comici.

E viceversa.

Comunque qualcosa tirerò fuori perché sono romana e noi romani come sapete siamo sempre premurosi nei confronti della Cosa pubblica.

La cosa pubblica, la cosa nostra, insomma.

Noi romani da secoli ci prendiamo cura delle faccende statali con sapienza e delicatezza.

Lo abbiamo imparato dai nostri padri, da Nerone e da altri grandi della storia romana, che so, Andreotti, Califano, Buscetta…anche se non era romano ne sapeva qualcosa di romanità.

Eccovi allora, cari lettori della provincia romana, un piccolo vademecum sul Referendum.

Andiamo con ordine:

  1. La Camera dei deputati sarà l’unica a votare la fiducia, i deputati restano 630 e vengono eletti a suffragio universale.

No, non diluvio universale, suffragio universale, purtroppo.

  1. Il Senato della Repubblica sarà composto da 95 membri.

Personalmente trovo di cattivo gusto dare già ai senatori delle teste di cazzo, senza averli ancora conosciuti, comunque è la Costituzione che lo dice.

  1. I 95 membri verranno eletti tra le regioni in proporzione al loro peso demografico, per fortuna non corporeo visto quello che se magnano al Capranica e agli altri ristorantoni a Piazza Colonna.
  2. Tra i nuovi senatori (sempre membri) dovrà esserci per ogni regione almeno un sindaco, al quale verrà donata l’immunità.

Che tempismo di cattivo gusto per Gianni Alemanno, al quale l’immunità sarebbe tornata più utile di un tacco 12.

L’immunità…sapete cos’è, si?! Ve lo spiego io che sono romana e praticamente nella mia città sono tutti immuni.

Possono essere arrestati solo i vecchietti incensurati.

I nuovi senatori non potranno essere arrestati né sottoposti a intercettazione senza l’autorizzazione del senato.

Cioè saranno loro stessi a dover decidere se essere o no arrestati.

Che tempismo di cattivo gusto per Giulio Andreotti, al quale l’immunità sarebbe tornata più utile di un po’ di nuoto da piccolo. Invece poveretto se l’è dovuta comprare, chissà quanto avrà speso..

  1. Verrà modificata e ridimensionata la platea degli elettori del Presidente della Repubblica ma i candidati alla presidenza rimarranno comunque signori ultracentenari, pronti per il fornetto.
  2. La supplente. La seconda carica dello Stato non sarà più il presidente del senato ma il presidente della camera.

Preparate i fazzoletti perché a sta botta alla Boldrini gli esplode il naso dai pianti di commozione ma soprattutto esplode il naso a chi se la ritrova non solo come membro ma anche come vice presidente della Repubblica.

  1. Se ne vanno definitivamente le Province: l’Italia si trasforma in un’unica, gigantesca provincia (di Roma, ovviamente).
  2. Le firme per i disegni di legge di iniziativa popolare passeranno da 50.000 a 150.000 e bisognerà chiedere il permesso per raccoglierle a Gesù, a Michael Jackson e al campione in carica dei pesi massimi gridandogli “vaffanculo” a 20cm dalla faccia e aspettando col ddl in mano, di vedere la sua reazione.

Quanti buoni motivi per votare NO e soprattutto per andare a votare, dimostrando che non tutti gli aventi diritto di voto, oggi sono disadattati.

 

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