LA COSA TRA DONNE

Fra tutte le discriminazioni che noi femmine d’occidente ci siamo auto-inflitte in questi ultimi decenni, quella più innocua su cui forse è possibile giocare senza rischiare il linciaggio, è la faccenda che riguarda la cosiddetta “Cosa tra donne”.

La riunione rosa, l’appuntamento settimanale di struscio, la libera uscita, il week-end alla SPA, l’aperitivo con le amiche o qualsiasi altro evento fisso che esclude gli uomini a priori e mal sopporta l’introduzione di nuove donne, amiche di amiche che vengono eventualmente accettate dopo un periodo di duro nonnismo.

Circostanze in cui i veri protagonisti non sono le donne presenti alla cosa tra donne bensì i loro compagni, le amiche, i parenti e i colleghi assenti.

Coloro che durante la settimana hanno compiuto gesti ignari degli occhi delle ragazze puntati addosso.

Gesti meritevoli di essere raccontati o disprezzati.

E sono pochi i gesti che non meritano di esser menzionati a una serata tra donne.

In queste occasioni, se non fosse chiaro, sono le donzelle a escludere, forse per la prima volta nella storia e per motivi futili, perdendo così un’altra occasione preziosa di riscossa del loro talento e della indiscutibile superiorità cerebrale di genere.

Inciampando nello sgambetto del “Mi devo distrarre, ragazze!” , “Stiamo tra noi”

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Così gli uomini vengono esclusi o non invitati in modo spudorato, plateale, come se poi ci fosse bisogno di insistere affinchè un uomo con dignità non si presenti al tè con le amiche.

Invece loro, quelle della Cosa tra donne, sembra proprio che ci tengano a sottolineare che qualora venisse in testa agli stalloni di passare, anche solo per affacciarsi alla porta e salutare, sono guai!

Sacrilegio.

Non si può oltrepassare il pianerottolo dell’appartamento scelto neanche se fuori grandina e se una delle amiche prova ad avere pietà per il fidanzato e chiede alle altre massone il favore di un’eccezione, perché magari la Cosa tra donne ha coinciso con la morte del nonno del poraccio.

Sti cazzi del nonno, rispondono quelle della Cosa tra donne.

L’amica ha tradito.

Ha tradito la legge del “Stiamo tra donne”.

Morirei felice sapendo di aver passato la mia vita scampando agli appuntamenti sociali delle donne per le donne, agli incontri delle donne architette, scrittrici, maniscalche, imprenditrici, mamme per le mamme, ginnaste per violiniste, avvocatesse unite per questa o quella causa di donne che, porco il mondo se è una causa importante non funziona che più siamo e meglio è?

Si, certo. Ma donne.

Donne, donne e donne, girl power, fazzolettini e spillette rosa, bandierine e prosecchini.

Io alle cene per sole donne mi presenterei con l’idrante.

Lo porterei per spiegare alla mia maniera che è bello fare società miste.

E’ così leggero avere a che fare coi maschi che donano spensieratezza ed evitano drammi e malelingue con la battuta idiota, perché questo sessismo?

E’ così rassicurante avere un paio di amici che stemperino quell’atmosfera da addio al nubilato e si piglino un po’ di nervosismo femminile giocando a fare l’agnello sacrificale per una sera.

Voglio fuggire lontano dagli appuntamenti dal parrucchieri di gruppo.

Non voglio vedermi giammai con le amiche in fila sotto ai caschi a leggere riviste rosa.

Perché esistono le riviste rosa, poi?

Ridatemi l’idrante, per le riviste femminili!

Non li voglio i vostri publiredazionali di merda, le poste del cuore, il punto di vista a fine giornale dell’intellettuale lesbica, l’outfit del mese e la ricetta di una stronza con la gonna a tubino e il tacco 20.

E se di punto in bianco volessi sapere qualcosa sul motore della nuova Audi?!

E se volessi anche sapere un paio di cose sulle aziende che fatturano di più al mondo, che faccio?

Quelli sono argomenti per maschi, non dovrò mica abbonarmi a GQ?

Che poi D di Donna è un giornale molto bello, perché sminuirlo con quel nome da club delle partigiane?

Perché farlo essere già dalla copertina un magazine che esclude il lettore peloso?

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Datemi l’idrante, vi prego.

Datemelo per le collettive di artiste, di cassiere e di mugnaie.

Datemi l’idrante affinchè si liberino posti sui divani di casa delle amiche e si possano aprire le porte ai maschi ( purche’ si tolgano le scarpe prima di entrare in casa, chiaramente).

Datemi un idrante che vi emancipo io con le buone o con le cattive, ragazze.

Se ci piacciono le pari opportunità, offriamole per prime.

E soprattutto non facciamola così lunga e diciamo a Leonardo di salire, che poveretto è il suo compleanno e vorrebbe mangiarsi una pizza con noi perché i suoi amici sono tutti allo stadio e a lui non frega un cazzo di futbol.

Fatelo salire e, vi giuro che se vi sento dire “Guarda, è un’eccezione perché questa, in realtà sarebbe una cosa tra donne!”, lo giuro su tutte le mie ave, piglio l’idrante.

 

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3 thoughts on “LA COSA TRA DONNE

  1. un altro aspetto simpatico di questi eventi è la loro pianificazione impossibile. normalmente le ragazze partecipano solo quando non hanno niente di meglio da fare. che io ogni volta mi dico ma se avete cosi voglia di vedervi che rinviate perchè dovete andare a comprare il pane con vostra mamma (che lo compra da sola da 200 anni) cosa vi vedete a fare? 🙂 bel pezzo ciao.

  2. ..io prenderei il lanciafiamme!!! Dio mio, quanto ti adoro per questo post!!!!!!!!!!!!!! Completamente in linea con te, certe prese di posizione rosa mi fan rivoltare le interiora, mi fanno fermare a chiedermi “Ma io non sono come loro: e allora non sono Donna..? C’ho io qualcosa di sbagliato..?!?” No no, orgogliosa di amare gli uomini e di apprezzarli per quel loro modo di rendere un mondo più vivibile. Perchè tra donne ci saremmo già estinte. Scannate a vicenda. 😉

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