E’ MASCHIO IL SUO?

Come posso difendermi da quelli che incontro per strada e che vogliono per forza flirtare col mio cane?

Che poi io i cani li amo tanto, come del resto amo profondamente tutti gli animali a prescindere da cosa mi fanno.

Inoltre ho un cane graziosissimo, superiore alla media.

Un cane che è contemporaneamente amica, badante, security e quando sono triste, figlia.

Ma quelli che incontro per strada, alla fermata della metro o al giardinetto e mi fermano anche quando ho evidentemente fretta, per chiedermi anni, sesso e nome del mio cane, li vorrei vedere con a terra con le ossa rotte.

A parte che il sesso del mio cane, posto che l’argomento sia d’incontenibile importanza per la vita di uno sconosciuto, è facilmente identificabile da quando esistono i libri di educazione sessuale, ciò che risveglia in me odio imperituro è l’atteggiamento della gente che prova a indovinare, chiedendomi “Maschio?!” e se io faccio cenno di no, loro imperterriti si sbrigano a chiedermi “Femmina?!” .

A quel punto per me, che sono una dispettosa, diventa doveroso rispondere che no, non è neanche femmina, facendo partire tutto un teatrino di merda che mi fa perdere montagne di tempo in risatine per strada, con un fottuto sconosciuto.

Li riconosco da lontano, quelli che vogliono abbordare il mio cane.

Capisco che son loro quando ormai non ho più scampo: sorridono già da mille metri di distanza e iniziano a gongolare e a sussurrare cose senza senso con le vocine da fatine froce, un pissipissi al profumo di fragolina di bosco, un minniminni che pensano provochi chissà che piacere al mio cane mentre a Mila, sono sicura che non gliene sbatte un sega di niente e che preferisce odorare gli angoli putridi di pipì piuttosto che alzare lo sguardo per dar retta alla signora con la pelliccia e la manina a cucchiaio che vuole amoreggiare con lei.

I più spregevoli fanno finta di avere un biscotto in mano pur di farsi cagare dai cani più ostili e avvicinano la mano dicendo “ Tò, guarda un po’, tò! ”.

Cosa c’è di diverso tra questo gesto ignobile e quello del malintenzionato fuori da scuola che avvicina i bambini con le caramelle per poi toccare loro il sederino?!

Li riconosco da lontano io, quelli che vogliono conoscere per forza il mio cane.

Di me non gliene frega niente, non c’è nulla di erotico o di interessato, loro vogliono solo il mio cane.

Vogliono solo sedare il loro desiderio frustrato di avere un cane senza tenerselo in casa e doverlo portare a pisciare o avere i suoi peli sulla poltrona.

Del mio cane, tra dieci minuti, non gliene fregherà nulla, a loro importa solo di poterlo toccare un istante, per sentire la morbidezza del suo manto e dirmi che vorrebbero tanto un cagnolino ma sono allergici.

E io credo di essere allergica a loro e alle loro vocine da topino stronzo di Cenerentola.

Ora che ci penso, voglio difendermi anche dai padroni dei cani. Non da tutti, eh.

Da quelli che incontro per strada e che, quando mi vedono arrivare, iniziano a stringere forte il guinzaglio per tenere il loro quadrupede manco fosse un drago di Komodo.

E stanno lì, con tutte le vene della fronte gonfie, a tirargli la pettorina e quasi lo sgozzano mentre gridano da lontano “E’ buono il suo?!” oppure, ancora con ‘sta storia dei genitali, “E’ maschio?!”.

E a me viene voglia di gridare loro appresso che è femmina se il loro è femmina e maschio se il loro è maschio e che il mio, anche se lo vedono piccolo e dolce, è un cane di rara ferocia, è una di quelle marche di cani esotiche dichiarate pericolose dai giornali.

E stiamo arrivando a rompere il culo a entrambi.

Poi mi trattengo sempre, per borghesia.

A quel punto, si ripete il triste copione: loro partono con la litania di “Stai buono Taddeo, eh. Stai buono, per carità!”.

E se Taddeo non pensava per niente alla colluttazione, a quel punto, percependo l’ansia del padrone nell’atmosfera, sente risvegliarsi in lui la bestia di Satana e inizia a sbavare e vuole sangue.

Solo che non riesce a muoversi.

Perché il povero Taddeo è uno di quei disgraziati cani col cappottino.

E si sa, i cani col cappottino risultano ridicoli agli altri cani normali e devono passarsela malissimo ed essere presi molto per il culo dal resto dei colleghi più fortunati di loro, sfuggiti ai padroni che amano il cappottino e trattati come bestie normali.

Come posso difendermi dal mondo dei padroni che comprano cani nei negozi e infliggono loro il cappottino Ralph Lauren?

Come posso salvarmi se non gridando da lontano che il mio cane ha una brutta malattia virale e anche io?

E’ tutto un gridarsi da lontano, il mondo dei padroni dei cani, alla fine.

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4 thoughts on “E’ MASCHIO IL SUO?

  1. “Di me non gliene frega niente, non c’è nulla di erotico o di interessato, loro vogliono solo il mio cane.”
    È davvero rinfrescante leggere queste righe e immaginare che ci siano ragazze che invece potrebbero apprezzare approcci erotici interessati, sia espliciti che mascherati da meno-che-innocui commenti sul cane.
    “Buongiorno signorina, che bel cagnolino! Ma le sue cosce sono decisamente più attraenti. Sarebbe così gentile da sollevare la gonna? Un po’ più su? Ancora un pochino? Se lascia a casa il cane posso invitarla a cena stasera?”

  2. Brava intelligente espressiva.
    Italiano corretto, nessuna caduta di stile. Spaccato della realta’ quotidiana. E’ un piacere incontrare giovani pensanti e che ti fanno pensare. Complimenti. Marilena Federici

  3. Non mi piace il Suo umorismo acido. Anche se Lei in qualche punto ci azzecca, non mi fa ridere, eppure condivido le sue osservazioni.

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