ALL THAT JAZZ

Sento che nella mia vita è arrivato il momento di fare quella che s’intende di jazz.

Sento che il jazz più ostentato che mai, possa dare alla mia vita quel tocco interessante che piace.

Quel non so che di intellettuale, di bohémien, di spettinato, così richiesto in questa epoca underground.

Devo fare quella che di jazz ne capisce.

Sento che è il momento storico a richiederlo.

Sento di dover fare quella che il jazz ce l’ha nel sangue.

Ho già un piano: adesso che arriva la primavera io, sai che faccio?!

Spalanco tutte le finestre di casa e metto su una playlist di Spotify, tipo All that jazz, ecco.

Metto su la playlist e la sparo a tutto volume così si diffondono in giro per il quartiere quelle tipiche trombe jazz.

Quelle trombe così agitate.

Così i vicini sentono che ascolto roba chic.

Che m’ascolto tutti quei suoni scuri, selvaggi, negri, rudi.

Che tanto io poi sarò già in ufficio, che mi frega.

A me basta che si sappia che mi sento il jazz.

Poi Rihanna me la sento in cuffia.

A me basta che la gente pensi che sono una di quelle che s’ascoltano il jazz e che bevono il gin più costoso, accasciate sui divani di pelle nera dei jazz-club parigini.

Oppure sopra a quelli sgabelli in metallo.

Dovrò fare un po’ di pratica.

Dovrò capire come arrampicarmici sopra e restarmene lì in apnea per tutta la durata del pezzo jazz.

Che durano un sacco le canzoni di quel genere là e non sai mai quando finiscono.

Ma è tutta questione di pratica e abitudine.

Inizierò anche a fumare perché pare che quelli che si sentono il jazz, fumino a bestia.

Inizierò a dire che New Orleans è la città più figa del mondo.

Dovrò guardarmi qualche documentario su New Orleans.

Dirò a tutti che la figlia di Albano era una mia amica.

Che ascoltavamo insieme il jazz a New Orleans.

Che esiste anche una versione jazz di Felicità.

Sento che nella mia vita è arrivato il momento di far credere a tutti che a me il jazz mi cerca da quando son piccola.

E che comunque me la cavo anche a suonarlo.

Tanto che ce vuole?

Chi ci capisce davvero di jazz?!

Se mi dicono qualcosa, se non sono convinti, dirò loro che è una cosa nuova.

Che è un afro-jazz sperimentale.

Che me l’hanno insegnato i negri di New Orleans.

Che me l’ha insegnata Albano che, in realtà è un bravissimo jazzista ma in Italia fa altro perché l’Italia che ne sa di jazz?

A me basta che la gente sappia che io il jazz ce l’ho in tasca.

Mi basta che la gente pensi che io il jazz lo mastico.

A me basta che la gente mi pensi.

Sti cazzi del jazz.

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