DI CHE TI OCCUPI TU?

Di che ti occupi tu?!

Io mi occupo di design, di visual merchandising, di personal shopping.

Io sono un buyer, un copy, un art, un human resourcer, un digital enterpriser e tu? Di che ti occupi tu?

Dai, coraggio!

Non essere timido.

Fammi sentire l’odore del tuo mestiere umile di merda.

Fammi sentire l’aria di poraccitudine che ti avvolge.

Non ti vergognare con me, eh!

Se fai l’impiegato poi, mica è colpa tua.

Se lavori in un negozio mica c’è niente di male.

Puoi dirmelo, eh.

Guarda che io sono un tipo smart, open, sono multi-tasking, cool hunter, son videomaker.

No, non sono solo regista: il videomaker è uno che fa operatore, regista, montatore e attore, tutto insieme contemporaneamente, al prezzo di un attore di teatro, per le grandi televisioni, le grandi aziende.

Mi faccio sfruttare dici?

Forse ma posso dire che faccio cinema, capisci?!

Posso dire che faccio fotografia, sceneggiatura, acting, tv production.

Non sempre mi pagano ma ho il grande plus rispetto a te, di poter dire che faccio entertainment, mica la guardia giurata, la commessa, l’operaio, il low-profile.

Insomma, di che ti occupi tu?

Io sono light-designer, sono stylist, sono mainstream che non vuol dì un cazzo ma tanto tu, che ne sai?

Che ne sai tu di business e di creativity?!

Di che ti occupi tu, insomma?!

Dimmelo, dai! Non vergognarti.

Non lo dico a nessuno se c’hai la busta paga e timbri il cartellino, dai.

Fammi sentire il tanfo della tua scrivania Ikea, dai.

Non lo dico a nessuno, ti dico.

Stai tranquillo, saperlo serve solo al mio ego titanico, al mio state of mind.

Che mi frega poi a me che vivo nel loft, faccio chi-cong, compro da whole-food e mi vesto Galliano?!

Che mi frega realmente di te, che tanto io faccio crowdfunding, mi alleno alla Virgin e ascolto electro-punk jumping?!

Di che ti occupi tu, porca malora?!

Dimmelo, cazzo.

Fammi sentire le vibrazioni della tua pessima normalità.

Dai!

Come?! Mio padre?!

Mio padre lavora in banca, poveretto.

Andrà in pensione quando potrà.

La vita è così, le vecchie generazioni, hai presente?!

In banca, si.

Altrimenti come potrebbe permettersi il luxury di una figlia stylish che fa design, frequenta vinery e conosce il jet-set?!

Ma cambiamo discorso.

Di che ti occupi tu?

 

Annunci

13 pensieri riguardo “DI CHE TI OCCUPI TU?

  1. Sono professioni.
    Reali. Che interessano un ambito che in Italia è umiliato e sotto-considerato.
    Questa ironia ne è lo specchio.

  2. Da far morire dal ridere: pungente, dissacrante, ironico, onesto… Bel pezzo davvero!
    Tutte quelle parole english friendly che rendono il nostro raccontarci così COOL si rivelano ridicole (o ci rivelano ridicoli) e ci solleticano dolcemente suscitando grasse risate e chissà forse qualche riflessione ? Grazie!

  3. Io? io scrivo.
    Cosa scrivo? Beh, poesie, racconti brevi … e cazzate su FB, soprattutto cazzate!
    Pure tu? ma daiiiii … ma tu almeno fai ridere! Come non vorresti!?
    In effetti, almeno per me, si tratta di riso amaro; un po’ quello che mi succede a veder Sordi o Gaber.
    Sarai mica figlia loro?
    Ah no! dici che sei così per virtù infusa, virtue infused, qualcosa in inglese dovevo pure metterlo.
    Insomma un bitter rice …
    Mi sa che il traduttore Google non funziona; non suona così bene come le parole che hai usato tu, cazzo!

    Siamo in tanti che scriviamo poesie e altro e “molti qui davanti ignorano quel tarlo mai sincero che chiamano pensiero” (cit. Guccini).

    Io che faccio? Sparo cazzate, ma non becco mai nessuno, neanche quello, sono un pacifista vaffanculista mercenario della fantasia e pure in pensione, mi ci vorrebbe un … restyling fatto bene, ma poi chi se ne frega.

    Chi se ne sbatte di design, di visual merchandising, di personal shopping, di buyer, human resourcer, digital enterpriser, di tipi smart, open, multi-tasking, cool hunter, videomaker, light-designer, stylist, mainstream ; me ne strafotto di fotografia, sceneggiatura, acting, tv production, business e creativity.

    Non faccio crowdfunding, né mi alleno alla Virgin e ascolto solo musica che mi piace, ma mai un brano per intero!

    A stento arrivo a fine mese con il pane preso a credito con sempre più fatica dal fornaio, in bicicletta vado perché non ho soldi per benzina e meccanico (aspe’, ma ho la macchina?), di loft conosco solo quelle puzzolenti, credo che come esercizio liberatorio del corpo e della mente nulla batta il “vaffanculo + eccheccazzo”, rubo mele dai banconi ortofrutta e non esiste etichetta sui miei vestiti.

    Volo basso come il Padulo, quindi attenta!

    Ma tu che cazzo nei sai che tieni un cervello funzionante e un papà in banca, io scrivo poesie, poesie chiuso in una stanza dove la normalità traspira rivoluzioni in abbondanza!

    Insomma cazzeggio!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...